Christian Leperino

THE OTHER_MYSELF

   

THE OTHER_MYSELF è un’installazione costituita da 21 teste in gesso bianco, realizzate a partire da calchi su modelli viventi, nel corso di un laboratorio di scultura con giovani migranti e rifugiati politici, grazie alla collaborazione dell’associazione LESS onlus.

 

L’opera partecipa al concorso indetto dal Museo Madre di Napoli, Show_Yourself@Madre ed è pubblicata nella galleria:

http://www.showyourselfatmadre.it/galleria/?pageToView=http://www.showyourselfatmadre.it/wp-content/plugins/panstudio-madre/resources/pages/opera_dettagli.php?idOpera=216

 

Per votarla è necessario registrarsi sul sito del concorso:

http://www.showyourselfatmadre.it/registrati-come-critico/

 

THE OTHER_MYSELF
Christian Leperino

Napoli, luglio – agosto 2014

assistenti:

Ahmed Shiyar – Siria
Ali Ahmed Zakaria – Somalia
Francesca Mozzillo – Italia

con
Ouedraogo Adama – Burkina Faso
Israel Alabi – Niger
Ibrahim Al Janabi – Iraq
Mulah Khil Amir – Pakistan
Yeghiazarian Artak – Armenia
Sharmakee Carbdullaahi – Somalia
Oumar Cisse – Guinea
Youba Doumbia – Mali
Chireh Bouh Hassan – Somalia
Tracy Ibuka – Nigeria
Sandra Jonathan – Nigeria
Ali Kays – Somalia
Abraham Narcisse Kouadio – Costa d’Avorio
Afridi Muhammad Nisar – Afghanistan
Sanneh Ousman – Senegal
Safi Rahman – Afghanistan
Ometie Richard – Nigeria
Inoussa Sorgo – Burkina Faso
Ali Ahmed Zakaria – Somalia

si ringrazia per la collaborazione
LESS onlus:
Marika Visconti
Simona Talamo
Daniela Fiore
Monica Ottarda
Selena Del Priore
Carmine D’Angelo

 

Estate 2014, tempo di sbarchi e di naufragi, di viaggi per la vita e di morte.
Chi sono, che cosa hanno da dirci queste donne e questi uomini? E tutti quelli che sono riusciti ad arrivare qui e vivono accanto a noi?
Sono partito dal bisogno di entrare in contatto e di immaginare un’opera che dell’incontro si facesse racconto e traccia visibile.
Ho scelto il processo del calco, con i suoi lenti tempi di preparazione e la vicinanza emotiva che richiede e alimenta. Per la possibilità di ascoltarsi, imparare e insegnare.
Dopo i primi incontri quasi casuali o con giovani africani che conoscevo, il progetto è cresciuto e, grazie alla collaborazione dell’associazione LESS onlus che si occupa a Napoli dell’integrazione e dell’accoglienza di rifugiati e richiedenti asilo, è diventato un piccolo laboratorio di scultura, un’occasione per conoscersi e scambiarsi i ruoli.
Ne è nata un’installazione fatta di 21 volti, 21 sculture in gesso bianco.
Poi è arrivato il titolo, pensando alle parole di Abraham, mio amico ivoriano, davanti alla sua testa in gesso: “è bella, è un altro me”.
L’altro me stesso. L’altro: me stesso.Napoli, luglio – agosto 2014