Christian Leperino

Landscapes of memory / paesaggi della memoria Museo archeologico nazionale di napoli

Giovedì 21 giugno alle ore 17.00, al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, s’inaugura la mostra a cura di Silvia Evangelisti “Landscapes of Memory / Paesaggi della Memoria” dell’artista Christian Leperino, invitato dal Servizio Educativo della Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei a proporre, all’interno di un ormai consolidato programma espositivo, un ulteriore incontro tra Antico e Contemporaneo. La mostra è patrocinata dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli.

Il progetto espositivo di Christian Leperino si articola in due installazioni site specific, una nella Sala del Toro Farnese (21 – 28 giugno), l’altra nello Spazio Mostre del Servizio Educativo (21 giugno – 21 luglio).

Sala del Toro Farnese

All’origine dell’installazione – nata dalla riflessione sulla celebre affermazione di Sallustio, riferita ai miti greci, “Queste cose non avvennero mai, ma sono sempre” – è l’idea di far rivivere il mito di Dirce e la tensione drammatica del gruppo marmoreo del Toro Farnese nello scenario di una periferia contemporanea, attraverso un grande dipinto rappresentante un paesaggio urbano, che ricopre l’intera parete alle spalle della “montagna di marmo”.
L’intento dell’artista è far dialogare archeologia classica e archeologia della metropoli, “sfondando” lo spazio chiuso della sala museale tramite la fuga prospettica dell’immagine dipinta.
Se il paesaggio urbano diventa così il luogo in cui il complesso scultoreo e la memoria del mito si caricano di una nuova e ambigua vitalità, di converso, il confronto con la scultura antica e il suo carico secolare di memorie stratificate rende evidente la natura autentica di quel desolato paesaggio contemporaneo e il suo essere innanzitutto un paesaggio della memoria.

Spazio Mostre Servizio Educativo

Anche il progetto per lo Spazio Mostre trae origine dalla riflessione sulla memoria, e in particolare dall’intreccio tra archeologia classica, archeologia industriale e “archeologia privata”.
Punto di partenza per l’artista è stato il fascino evocativo dei depositi del Museo, luogo deputato a custodire e trasmettere al futuro la memoria collettiva, con quegli ambienti sotterranei dall’organizzazione articolata e rigorosa: centinaia di scaffali e cassette con reperti ordinati e catalogati, tracce materiali della storia e della storia della produzione artistica dell’umanità.
Un altro luogo della memoria è per l’artista la periferia Est di Napoli, dove, nei pressi del porto di Vigliena, c’è una grande e storica centrale termoelettrica dismessa. All’interno di quest’affascinante architettura industriale, macchinari, mobilio e utensili vari, ai quali la polvere del tempo e il carico di memorie hanno conferito quasi un alone di sacralità, restano a testimoniare una trascorsa civiltà del lavoro. Un tempo luoghi e oggetti produttivi, oggi sospesi nel silenzio dell’abbandono, questi documenti di archeologia industriale vivono anch’essi come reperti.
Perciò l’artista ha deciso di portare al Museo Archeologico – grazie alla collaborazione della Tirreno Power – alcuni frammenti di quei luoghi, dei quali ha sentito forte il legame con la vita della città, con il suo recente passato, con la sua memoria collettiva, immaginando un’installazione artistica che fosse un possibile “interno” dei suoi dipinti di metropoli. E dentro alcuni degli arredi provenienti dalla centrale dismessa ha deciso di sigillare pezzi del suo archivio della memoria personale: oggetti che non ha mai mostrato, confronti con la materia e con le tecniche, tentativi ed esperimenti che sono serviti a tracciare una strada, a mettere a fuoco progressivamente e con fatica un linguaggio e una poetica. Appunti, schizzi, disegni, fotografie, fotocopie, filmati, audio: l’impalcatura della sua memoria e le fondamenta della sua identità.
Dentro, la memoria individuale, celata. Fuori, quella della città, esibita.

Biografia

Christian Leperino (Napoli 1979) nel suo percorso artistico dopo essersi dedicato alla ricerca sul corpo umano, da alcuni anni ha concentrato l’interesse sulla rappresentazione della metropoli, indagando il rapporto tra lo spazio della città e le vicende esistenziali dei suoi abitanti.
Il tema del paesaggio urbano, al quale s’intreccia la riflessione sul tempo e sulla memoria dei luoghi, ricorre nella sua produzione degli ultimi anni, come testimoniano le opere presentate in occasione di recenti esposizioni: Cityscape/12, alla 54a Esposizione Internazionale d’Arte Biennale di Venezia, Padiglione Italia, Tese di San Cristoforo, 2011; Human Escape, al MAC-Museu de Arte Contemporânea de Niterói, Rio de Janeiro, 2010; Cityscape, alla mostra Sistema Binario, presso la Stazione Ferroviaria di Mergellina, a Napoli, 2008 (l’opera, esposta all’interno di una grande lunetta dell’atrio, è diventata un’istallazione permanente).

 

Ufficio Stampa mostra Landscapes of Memory / Paesaggi della Memoria
paesaggidellamemoria@libero.it

Coordinamento organizzativo dell’evento a cura di Ugo Della Corte.

Evento realizzato in collaborazione con:

Paparo Edizioni
Fonderia d’Arte 2000
MN Metropolitana di Napoli SpA
Tirreno Power
IPSCT Isabella d’Este
Pigrecoemme Scuola di Cinema, Televisione, Fotografia
Costantinopoli 104
Cantine Astroni
Al Paladino – Pasticceri dal 1969
Eduardo Tene Allestimenti
Mazzocca – Laboratorio d’innovazioni
Metronapoli S.p.A.

  

English version

You are invited to the opening of Christian Leperino’s exhibition “Landscapes of Memory / Paesaggi della Memoria” (curated by Silvia Evangelisti) at 5pm on Thursday 21st June, at the National Archaeological Museum, Naples.

The Educational Service of the Department of Archaeology for Naples and Pompeii offers you a further meeting between ancient and modern as part of an already well-established exhibition programme.

This exhibition is sponsored by the Department for Culture and Tourism, Municipality of Naples.

This particular exhibition of Christian Leperino’s work has two site specific installations. One in the Farnese Bull Room (21st – 28th June) and the other in the Educational Service Exhibition Space (21st June – 21st July).

The Farnese Bull Room

The original idea behind this installation is to revive the myth of Dirce as well as the dramatic tension of the marble group by placing the sculpture in modern suburbs. A large painting of an urban landscape covers the entire wall behind this ‘mountain of marble’ since the artist wants to create a dialogue between classical archaeology and the archaeology of the metropolis. He breaks through the closed space of the museum room by using a perspective of escape in the painted image.

If the urban landscape therefore becomes the place in which the complex sculpture and the memory of the myth are charged with a new, ambiguous vitality, then equally the meeting of an ancient sculpture and its secular charge of layered memories makes the authentic nature of this desolate, modern landscape evident. Its very existence is above all a landscape of memory.

Educational Service Exhibition Space

Even the project for the exhibition space originates from reflections on memory, in particular the interlacing of classical archaeology, industrial archaeology and “private archaeology”.

The starting point for the artist was an evocative fascination with the museum’s collection. This is a place which is the assigned custodian for transmitting collective memory to the future. It has underground storage spaces which are rigorously used to organise and document pieces – hundreds of shelves and drawers are full of neatly catalogued archaeological finds. These are the material traces of history and the history of man’s artistic production.

The Eastern suburbs of Naples are another place for memory for this artist. Near the port of Vigliena, there is a large, disused thermoelectric power station. Inside, there are machines, furniture and various tools, on which the dust of time and charged memories have almost conferred a halo of sacredness. They remain there, like witnesses to the passing culture of work. Suspended in silence and abandonment, these documents of industrial archaeology live on as finds.

The artist has decided to bring some fragments of these places to the Archaeological Museum, having selected ones that have a strong connection to the life of the city, imagining an artistic installation which could be a possible “internal part” of his metropolitan paintings. Inside some of the pieces from the disused power station he has singled out pieces from his personal memory archive. They are attempts and experiments which have been used to mark out a street and gradually to pin down a language and poetics. Notes, sketches, drawings, photographs, photocopies, films and audio material – all of these are the framework of his memory and the foundations of his identity.

Inside: an individual’s memory, hidden. Outside: the city’s memory, on show.

Biography

Christian Leperino’s artistic journey began with him dedicatedly researching the human body. Since then, the artist (born in 1979 in Naples) has been spending the last few years concentrating on how to portray metropolises as he asks questions about the relationship between a city’s space and the existential lives of its inhabitants.

In his most recent works there is a recurring theme of an urban landscape intertwined with a reflection on time and memory of places. For example, his recently exhibited works such as Cityscape/12 (at the 54th International Art Exhibition Biennale di Venezia, Padiglione Italia, Tese di San Cristoforo, 2011), Human Escape (at MAC-Museu de Arte Contemporânea de Niterói, Rio Janeiro, 2010) and Cityscape which was part of the Sistema Binario (‘Platform System’) exhibition at the railway station in Mergellina, Naples, 2008. Cityscape has now become a permanent installation there and can be seen inside a large lunette in the entrance hall of the station.


Exhibition Press Office
paesaggidellamemoria@libero.it

Co-ordinator: Ugo Della Corte

This event has been realised in collaboration with:

Paparo Edizioni
Fonderia d’Arte 2000
MN Metropolitana di Napoli SpA
Tirreno Power
IPSCT Isabella d’Este
Pigrecoemme Scuola di Cinema, Televisione, Fotografia
Costantinopoli 104
Cantine Astroni
Al Paladino – Pasticceri dal 1969
Eduardo Tene Allestimenti
Mazzocca – Laboratorio d’innovazioni
Metronapoli S.p.A.