Christian Leperino

CITY LAYERS

Palais Palffy, Vienna | Opening monday October 5, h18

PRESS RELEASE
CITY LAYERS EXHIBITION

The exhibition City Layers will be inaugurated on Monday 5th October 2015 at the Palais Palffy gallery in Vienna and can be visited until Friday 9th October 2015. Artists and architects from five European countries (France, Germany, England, Italy and Spain) will be represented at the manifestation whose theme requires them to examine and reflect on the city as a place of dense stratification of significance and testimony to both the historic and material sphere and life-styles and implications regarding existence.

The artists present with pictorial works are: Thomas Lange (Germany) who exhibits a painting entitled Neuköllner Madonna, which depicts an imaginary vision on a background of a night-time quarter of Berlin; Thomas Gillespie (England) with Unsound (Safe as Houses), a close-up glimpse of a London building in which echoes of the metaphysics of the metropolis are mirrored; Christian Leperino (Italy), who proposes District IV, a large monochrome in which fragments of architecture appear disarticulated and then recomposed; Pablo Milicua (Spain) who in Eden au Lac and Futuro uses the collage technique to create a phantasmagoria of the city which recalls the works of Bosch, with buildings and people taken from revues.
The architects are : Thomas Herzog (Germany), who works with specific attention to the use of renewable green energy; Martin and Birgit Scheurer (Germany), who for some years have worked together for the recovery of buildings as part of the historic fabric; Feilden, Clegg, Bradley Studios (England), a group of architects who present works which unite respect for historical prerogatives with the idea of a cultural renewal in the new function; Pica Ciamarra Associati (Italy), who introduced an idea of urban planning for Naples and Caserta founded on the redefinition of the concept of the metropolitan area and of the permeability of geographic and cultural boundaries; Antonio Martiniello (Italy) with a project of requalification of a 16th century Neapolitan cloister, which regards both the restoration of the works and the introduction of productive activities; Ricardo Flores and Eva Prats (Spain), who have rethought social housing as a place of sociality which does not annul relationships between individuals or preclude the quality of space In the context of the exhibition the French architect Yona Friedman represents a link between the activities of the artists and those of the architects. The visionary aspect of his design concept of mega proportion, is expressed in the five designs of Paris Spatial which are presented through a formal figure which in the imaginative range and in the expression of graphic symbol passes over the datum of a strictly planning nature.

The complexity and variety of the proposals, even within a basic homogeneity, reflect the idea committed to the participants as a basis to work on, that the future of the city can be linked more closely to good living conditions and to cultural, social and economic progress if there is a variety of ideas, like the fruit of democratic debate. The relationship between visual art and architecture is a useful channel , in the conviction that the intersection and the overlapping of these plans is a phenomenon specific to the urban context, the two points of view are not independent nor unrelated to each other, but develop reciprocal influences. Without doubt, art remains connected principally to the criteria of formal and aesthetic expression and exercises an indirect action, but contributes in a consistent manner to the elaboration of a climate, of a context of which architecture is an active and determining part .

The exhibition is promoted and supported by the Broadlaw Group, which comprises the legal studios Lefèvre Pelletier & Associés (France), GSK Stockmann+Kollegen (Germany), Nabarro Clarity
Matters (England), Nunziante Magrone Studio Legale Associato (Italy), Roca Junyent (Spain);

Curator, Massimo Tartaglione.
General management and organization, Giovanni de Michele.

A catalogue in English with riproductions in colour of all the exhibits, the curator and Davide Sarchioni texts documents the exhibition.

Palais Palffy Vienna
5-9 October 2015
Josefsplatz 6, 1010
Tel. +43 201 205134118
http: I / www.palais-palfly.at

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COMUNICATO STAMPA
MOSTRA CITY LAYERS

Lunedì 5 ottobre 2015 sarà inaugurata la mostra City Layers, che si terrà nella galleria espositiva del Palais Palffy di Vienna e sarà visitabile fino a venerdì 9 ottobre 2015. La manifestazione vedrà la partecipazione di artisti ed architetti, appartenenti a cinque nazioni europee (Francia, Germania, Inghilterra, Italia, Spagna), chiamati a confrontarsi ed a riflettere sulla città come luogo di una densa stratificazione di significati e di testimonianze, appartenenti sia alla sfera storica e materiale, sia all’ambito dei modi di vita
e delle implicazioni di carattere esistenziale.

Gli artisti presenti tutti con opere pittoriche sono: Thomas Lange (Germania) che esporrà un dipinto intitolato Neuköllner Madonna, in cui ci appare una visione fantasmatica sullo sfondo di un notturno quartiere berlinese; Thomas Gillespie (Inghilterra) con Unsound (Safe as Houses), uno scorcio ravvicinato di un edificio londinese, in cui riecheggiano attualizzati echi della pittura metafisica delle metropoli; Christian Leperino (Italia), che propone District IV, un grande monocromo in cui appaiono lacerti di architetture disarticolate e ricomposte; Pablo Milicua (Spagna) che in Eden au Lac e Futuro utilizza la tecnica del collage per realizzare una fantasmagoria della città che richiama le opere di Bosch, con edifici e figure tratti da riviste.

Gli architetti sono: Thomas Herzog (Germania), che lavora con una specifica attenzione per l’utilizzo delle energie rinnovabili e non inquinanti; Martin e Birgit Scheurer (Germania), che insieme si occupano da alcuni anni del recupero degli edifici come parte del tessuto storico; Feilden, Clegg, Bradley Studios (Inghilterra), un gruppo di architetti che presenta lavori in cui si salda il rispetto per le prerogative storiche con l’idea di rinnovamento culturale nel nuovo utilizzo; Pica Ciamarra Associati (Italia), che ha introdotto un’idea di progettazione urbanistica, per Napoli e Caserta, fondata sulla ridefinizione del concetto di area metropolitana e di permeabilità dei confini geografici e culturali; Antonio Martiniello (Italia) con un progetto di riqualificazione di un chiostro napoletano del Cinquecento, che riguarda sia il restauro delle opere sia l’introduzione di attività produttive; Ricardo Flores ed Eva Prats (Spagna), che hanno ripensato l’edilizia popolare (social housing) come luogo di una socialità che non deve annullare i rapporti tra individui e non può prescindere dalla qualità degli spazi.

Nel contesto della mostra la figura dell’architetto francese Yona Friedman rappresenta una sorta di figura di congiunzione tra l’attività degli artisti e degli architetti. L’aspetto visionario della sua concezione progettuale, di stampo mega strutturale, si esprime, nei cinque disegni di Paris Spatial che vengono presentati, attraverso una cifra formale che nella portata immaginativa e nell’espressione del segno grafico travalica il dato strettamente progettuale.

La complessità e la varietà delle proposte, pur all’interno di una omogeneità di fondo, rispecchia l’idea, che si è voluta affidare ai partecipanti come terreno di lavoro, che il futuro delle città potrà essere maggiormente legato a condizioni di vivibilità e di progresso culturale, sociale, economico se ci sarà una pluralità di indicazioni, come frutto di un dibattito democratico.

La relazione tra arte visiva ed architettura risulta un viatico proficuo, nella convinzione che l’incrocio e la sovrapposizione di questi piani è un fenomeno specifico del contesto urbano e i due punti di vista non sono tra loro indipendenti ed irrelati, ma sviluppano reciproche influenze. Indubbiamente l’arte resta legata principalmente ai criteri di espressione formale ed estetica ed esercita in questo senso un’azione mediata, ma contribuisce in maniera consistente alla elaborazione di un clima, di un contesto del quale l’architettura è parte attiva e determinante.

La mostra è promossa e supportata dal Broadlaw Group, composto dagli studi legali Lefèvre Pelletier & Associés (Francia), GSK Stockmann+Kollegen (Germania), Nabarro Clarity Matters (Inghilterra), Nunziante Magrone Studio Legale Associato (Italia), Roca Junyent (Spagna);

curata da Massimo Tartaglione.
Direzione generale e organizzazione: Giovanni de Michele.

Un catalogo in lingua inglese con la riproduzione a colori di tutte le opere esposte e testi critici del curatore e di Davide Sarchioni documenta la manifestazione.

Vienna
Palais Palffy
5-9 ottobre 2015
Josefsplatz 6, 1010
Tel. +43 201 205134118
http://www.palais-palffy.at/